Decimo Incontro
Al tempo di Gesù:
In Israele, già da molto tempo il sabato è giorno di riposo (come per noi la domenica). Al tempo di Gesù questa legge ha già più di mille anni e risale a Mosè. Quest'usanza ha uno scopo preciso: aiutare uomini e donne, schiavi e padroni, a vivere più liberi e felici. Dopo sei giorni di lavoro, ci si ferma per riposare, distendersi, riflettere, pregare. Al tempo di Gesù, tuttavia, le cose sono cambiate. I farisei hanno una grande influenza e per loro quello che conta innanzitutto non è la felicità dell'uomo, ma il rispetto della legge. Così preparano liste in cui viene enumerato tutto quello che al sabato non si può fare: seminare, raccogliere, legare covoni, macinare, scrivere due lettere dell'alfabeto, cucire due punti, accendere o spegnere il fuoco... In tal modo gli uomini diventano schiavi della legge del sabato. Ad ogni momento i farisei si domandano: "E' permesso dalla legge?". Gesù, invece, pone uni altra domanda: "Di che cosa hanno bisogno gli uomini?., '' Sono malati? Hanno freddo? Hanno fame,". Gesù ha molto spesso delle discussioni con i farisei. Egli viene accusato di non osservare la legge.
Al tempo dei Vangeli:
I primi cristiani si ricordano di questa libertà di Gesù di fronte alla legge. Essi stessi osservano sempre meno la legge ebraica e un po alla volta, comprendono che Gesù, il Figlio dell'uomo, è il Signore, e quindi è padrone anche della legge. Essi non mancano di scontrarsi con i farisei, e questi, talvolta, li perseguitano. Il racconto delle "spighe strappate" di sabato ci mostra come i primi cristiani si ricordino di Gesù che difendeva i discepoli affamati, andando contro i farisei chiusi nella loro legge.
Il testo Evangelico
23 In giorno di sabato Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe. 24 I farisei gli dissero: "Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?". 25 Ma egli rispose loro: "Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni? 26 Come entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatàr, e mangiò i pani dell'offerta, che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi compagni". 27 E diceva loro: "Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! 28 Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato".
Vangelo secondo Marco, c.2, vv. 23-38.
Per comprendere meglio il testo
1. Cerca nel brano evangelico
- tutte le parole che riguardano il cibo
- tutte le parole che riguardano la legge,
2. A quale brano allude Gesù quando dice: "Non avete letto?".
3. Come viene espresso - al versetto 27 - il pensiero dei farisei e quello di Gesù?
Per vivere oggi
LE LEGGI
Non si può fare a meno delle leggi: tutti devono attenersi ad esse perché fanno rispettare i diritti degli uomini e perciò permettono di vivere insieme. Assicurano che ognuno venga rispettato nel suo corpo e nel suo spirito. Lo scopo delle leggi è di permettere che ognuno possa vivere liberamente, ma nel rispetto della libertà e dei diritti degli altri. Queste leggi, dunque, che sono necessarie, sono al servizio degli uomini. Vi sono anche "leggi" che aiutano gli uomini ad amare Dio e a rispondere al suo amore. Ognuno deve decidere se scegliere o no di mettere in pratica queste "leggi". Dio non obbliga nessuno. Queste leggi sono necessarie, perché c'è bisogno di sapere in quale direzione andare. Esse sono al servizio degli uomini: vogliono facilitare il cammino verso Dio e permettere loro di vivere nel suo amore. Le "leggi degli uomini" e le "leggi di Dio" ricercano il bene degli uomini.
FAME
Su tutta la terra ci sono uomini che hanno fame. Alcuni addirittura muoiono, perché non hanno il minimo indispensabile. Che cos'è più importante, allora? Non è forse bene fare tutto il possibile perché gli uomini non muoiano più per mancanza di pane? Ci si può accontentare delle ricchezze a chi ha diritto, mentre nel frattempo altri uomini muoiono perché non hanno niente? La condivisione diventa allora un dovere: una legge per tutti gli uomini! Ci si può accontentare dì cantare e di pregare Dio, mentre altri figli di Dio sono prostrati dalla miseria? Si può amare veramente Dio senza amare innanzitutto il proprio prossimo che ha fame? Spezzare il proprio pane con chi ha fame, aiutarlo a restare una creatura piena di dignità: ecco una legge per tutti quelli che pretendono di amare Dio!
GESU', SIGNORE DI LIBERTA
Con Gesù si diventa liberi! Quello che si fa, lo si compie per amore e non per paura di essere punita da Dio. Assieme a Gesù si impara a scegliere per amore e non per obbligo. Assieme a Gesù si capisce che agli occhi di Dio la vita del prossimo è più importante di tutte le leggi del mondo. Per Gesù c'è una legge unica, che riassume tutte le altre: "Ama Dio e ama il prossimo".
————————————————
Don Alberto “Le Regole”
———————————————-
Messaggio di PAPA FRANCESCO
alla “FAO”
nella giornata mondiale dell’alimentazione
Rispettiamo il cibo che il Signore ci da la Grazia di ricevere non sprecandolo e se possibile condividiamolo con chi ne ha necessità
———————————————————————-
Ricordiamoci di Santificare
il Signore partecipando ogni domenica alla Santa Messa ed essere in comunione con Lui cibandoci dell’ Eucaristia.
Continuiamo a ringraziare il Signore pregando Con la pace e la gioia nel cuore e confidare nell’ amore di Gesù e Maria Immacolate per poter proclamare oggi e sempre che DIO È AMORE!
Giovanni Nuccio



Commenti
Posta un commento